Discarica: tutto quello che è bene sapere. Il Con.Ami risponde alle domande più frequenti che la cittadinanza gli rivolge.

Con.Ami risponde

Discarica: tutto quello che è bene sapere

Quali rifiuti sono stati portati nella discarica in tutti questi anni?

È stato scaricato tutto quello che era necessario, sempre e solo rifiuti non pericolosi.

Da qualche parte i rifiuti devono andare. Comunque le cose, fin dall’inizio, qui da noi, sono state fatte con cura. Soprattutto si è posta tanta attenzione a tenere d’occhio il pericolo che poteva nascondersi in quello che andava fatto. Se non vogliamo essere sommersi dagli scarti dobbiamo provvedere a eliminare i rifiuti.

Quarant’anni fa chi ha provveduto prima di noi lo ha fatto per risolvere il problema rifiuti a livello locale.

Oggi la discarica è la parte importante di un sistema industriale di portata regionale.

L’esaurimento della capacità della discarica è previsto a marzo 2016, perché si parla di ampliarla?

Perché non si lascia il lavoro a metà. Perché abbiamo la responsabilità di provvedere a mantenere la comunità che amministriamo al sicuro e in ordine.

Guardate bene: nel nostro territorio le cose funzionano. Raccogliamo in modo differenziato e indirizziamo al riutilizzo la maggior parte dei nostri rifiuti.

Siamo arrivati ad oggi a portare in discarica solo il 13% dei rifiuti indifferenziati.

Chiuderemo la discarica solo dopo aver raggiunto il risultato atteso: meno rifiuti, più raccolta differenziata, nessun aumento delle tariffe e un ambiente più bello e pulito.

L’obiettivo è di arrivare nel 2020 al 73% di raccolta differenziata.

Dove sono pubblicati i dati di monitoraggio?

I dai sui controlli sono a disposizione di tutti.

Sul sito di Herambiente sono disponibili i dati dei monitoraggi che il gestore è tenuto ad eseguire.

Sul sito di ARPA sono invece pubblicati tutti i risultati eseguiti dall’ente di controllo per l’ambiente.

Ma attenzione, i dati c’è chi li legge e chi li inventa! Non servono le bugie, gli allarmi, gli interessi politici, le speculazioni ideologiche.

Come si garantisce la sicurezza?

La sicurezza si garantisce su più livelli. Innanzitutto con la prevenzione.

Vengono usate tecnologie all’avanguardia nei 188 impianti di trattamento e selezione che fanno parte della filiera completa della gestione rifiuti.

Si presidia scegliendo le soluzioni migliori possibili: il luogo adatto, i sistemi di controllo più efficienti, gli impianti e gli accorgimenti che servono a ridurre i fattori di rischio.

Nulla è lasciato al caso. Per ogni problema segnalato si provvede con la soluzione puntuale.

Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo.

La nostra salute è al sicuro?

La discarica è controllata e sicura, così come l’acqua del rubinetto!

La salute dei cittadini è da sempre al primissimo posto. Gli enti (ARPA e ASL) eseguono sia controlli periodici che a sorpresa. ARPA esegue inoltre campionamenti durante l’anno sulle diverse matrici ambientali.

Sono loro che garantiscono i controlli sull’acqua che beviamo, sulla frutta che mangiamo, sull’aria che respiriamo.

Enti al servizio dei cittadini e non a libro paga di qualcuno. A loro spetta il compito di garantire la nostra salute.

Questo intervento quanto pesa sulle spalle degli abitanti e soprattutto dei residenti? Il traffico puzza!

I residenti sono in cima ai nostri pensieri. Perché i disagi ci sono e il nostro impegno per ridurli è massimo.

Con gli abitanti abbiamo costruito l’osservatorio discarica, per garantire trasparenza, informazioni sul presente e sul futuro. Con loro abbiamo concordato tante soluzioni che hanno mitigato i problemi, oltre ad aver pianificato gli interventi futuri.

Stiamo parlando di investimenti per sistemare le strade, ridurre gli odori e i rumori, controllare e limitare il traffico di camion da e verso la discarica.

Siamo sicuri che questa sia la soluzione migliore?

È la soluzione di buon senso per il presente e per l’immediato futuro.

Perché non ci sono falde e non ci sono falle. Abbiamo un impianto efficiente: gli strati argillosi assieme alle condzioni ambientali sono la nostra garanzia di sicurezza necessaria.

Perché la formula rifiuti zero per ora non esiste, la trasformazione e il riuso al 100% sono solo un obiettivo a lungo termine.

Da dove vengono i rifiuti? Che rifiuti sono? Chi li certifica?

Non c’è niente da nascondere. Tutto è assolutamente trasparente: i tipi di rifiuti e da dove provengono.

La discarica accoglie rifiuti urbani e rifiuti speciali, la maggior parte proveniente dal territorio dei comuni del Consorzio Con.Ami e dai territori provinciali di Bologna e Ravenna. Il resto arriva da altre regioni del nord e centro Italia.

Quello che è importante sapere è che NON arrivano rifiuti pericolosi, destinati invece ad altri impianti.

Chi ci guadagna?

I vantaggi economici ci sono per tutti, a partire dal prezzo contenuto delle tariffe per famiglie ed imprese del territorio.

I conti della discarica sono pubblici e verificabili. Con.Ami riceve un canone che serve per rimborsare gli investimenti immobiliari mentre il gestore Herambiente ricava il giusto margine imprenditoriale.

Ai comuni di Imola di Riolo Terme arrivano i rimborsi del disagio ambientale

Questi soldi servono in primo luogo a realizzare le opere necessarie a mitigare l’impatto sulla comunità e i disagi dei residenti.

A quando un futuro senza discarica?

È il nostro obiettivo, è l’obiettivo di tutti. E per raggiungerlo serve la collaborazione di ciascuno per puntare decisamente sulla raccolta differenziata, per il riuso e per il recupero energetico.

Pensiamo che quel futuro non sia lontano, ma intanto lavoriamo per fare sempre meglio il nostro compito: governare il sistema della raccolta dei rifiuti con impianti efficienti, minimizzando i rischi e i disagi per i cittadini.

I rifiuti che non ricicliamo finiscono nella Discarica Tre Monti.

Un’area che ha consentito ad ognuno di noi di vivere al sicuro e di vedere fino ad oggi le nostre città belle e ordinate.

Queste sono le aree degli interventi previsti dal progetto di ampliamento.

Serviranno per rendere migliore la discarica, per difendere la qualità della vita e la sicurezza dell’ambiente, senza interrompere il servizio e senza incidere sulle tariffe.